giovedì 20 settembre 2007

TELL ME WHY ...


Big Creek, West Virginia. La polizia locale, dopo aver ricevuto una telefonata anonima, fa irruzione in un’abitazione isolata, da dove esce barcollando Megan Williams, una ventenne di colore, che con gli occhi pesti e un filo di voce invoca il loro aiuto. La ragazza racconterà dopo alla centrale di essere stata fatta oggetto di sevizie e di torture per una settimana, di aver subito abusi sessuali e di essere stata ripetutamente pugnalata ad una gamba e stretta al collo con una fune, di essere stata costretta a mangiare feci di topi e di cani e di bere acqua dalla tazza della toilette.


Un gruppo composto da sei persone, di cui una coppia madre-figlio, con il quale Megan aveva avuto una relazione da lei troncata, madre-figlia e altri due ragazzi, tutti quanti con precedenti penali (si parla di 108 incriminazioni) ha tenuto sotto sequestro la ragazza, sottoponendola a forme svariate di tortura, che probabilmente neppure la mente più diabolica avrebbe potuto lontanamente prospettare.


Cosa si nasconde dietro ad un crimine così efferato? Che ragioni possiamo trovare, ammesso che sia lecito farlo, che possano in qualche modo aiutarci a comprendere ciò che sta dietro, senza per questo scadere nel consueto “psicologismo buonista”, sempre pronto a giustificare ciò che in realtà non ha ragione di essere giustificato? Nella fattispecie, si può parlare di odio razziale, o forse di degrado sociale, o anche di lucida e macabra follia?
Certamente alle spalle vi è un substrato di povertà, sicuramente i meccanismi psicologici che presiedono questi atti sono di natura fortemente patologica; mi trovo tuttavia in difficoltà, per non dire in disaccordo, nell’invocare l’odio razziale come motore unico o principale di questa gratuita barbarie.


Per deformazione professionale sarei piuttosto propensa a riflettere sulle dinamiche psicologiche legate a personalità psicopatiche, anche se la brutalità delle violenze perpetrate spalanca orizzonti che potrebbero riguardare più da vicino la psichiatria. Un macabro ingrediente di questa vicenda è rappresentato sicuramente dal sadismo: questi individui (chiamarli persone in questo caso sarebbe troppo) hanno agito per il gusto di farlo, mossi dal piacere di procurare dolore e, soprattutto, di esercitare una sorta di dominio totale sulla persona della vittima. Poco importa che la povera Megan fosse di colore: Megan poteva essere bianca, nera, gialla o blu; comunista, ebrea, fascista; la cosa fondamentale era schiavizzare la ragazza, deumanizzarla, renderla oggetto di piacere. Non un fine esterno, solo un gratuito desiderio di prolungare  l’atto (il sadico non uccide, il sadico tortura perché in questo cerca una relazione), per trarre vantaggi interni, cioè al servizio della propria personalità.


           


Ma c’è un secondo elemento chiave che rende inaudita tutta la vicenda. Tutto questo è avvenuto sotto la macabra regia di una donna di 49 anni, Frankie Brewster, madre dell’ex ragazzo di Megan, già condannato nel 1994 per omicidio di primo grado, e che ha scontato la pena con 6 anni di reclusione … A questo punto è lecito domandarsi: Perché una pena così blanda per un reato così grave? Quali attenuanti, quali meccanismi processuali, quali “perizie psichiatriche ballerine” o quali presunte buone condotte possono aver giustificato una pena così ridotta? Non abbiamo elementi per rispondere a queste domande, così  come non disponiamo di sufficienti informazioni. Ritornando alla nostra vicenda, a monte può esserci una relazione simbiotica con il proprio figlio a sfondo fobico, che può averla indotto a credere che la ragazza fosse responsabile di aver inferto in lui una profonda ferita narcisistica (e, quindi, per contraccolpo simbiotico, anche a se stessa); ciò che colpisce in modo drammatico è il grado di suggestione esercitato da questo soggetto nei confronti del gruppo e come si sia creato una sorta di legame di fascinazione ipnotica, tale da far sì che tutti si comportassero secondo le sue ingiunzioni prescrittive.


Infine, appunto, il gruppo, questo composto di individui con biografie diverse, ma reso omogeneo dalla presenza di alcuni denominatori comuni: psicopatia, degrado e povertà, storie di abusi e maltrattamenti subiti e provocati e, soprattutto, precedenti penali di consistente entità.
Il gruppo come branco, il gruppo che attacca e si ciba dello stesso pasto sacrificale, in una escalation che si autoalimenta senza soluzione di continuità.


Che dire di tutto questo? A prescindere da una ricerca analitica di possibili cause, forse accademica e leziosa, ma per certi aspetti doverosa per evitare di compiere erronee attribuzioni  (tentare di capire è meglio di rifiutarsi di capire), occorre ribadire che la comprensione psicologica non deve in alcun modo interferire con il corso della giustizia (tentare di capire non significa giustificare e scusare), che deve comunque percorre binari di assoluta rigorosità e severità. Non ci sono scuse, solo ragioni che devono farci riflettere sulla necessità di operare prima di tutto in termini di prevenzione, in secondo luogo di riabilitazione detentiva. Tra sconforto, incredulità, profonda tristezza, e, soprattutto, tanta tanta rabbia, un pensiero a Megan e alla strada che ora deve percorrere per riconquistare un minimo di fiducia in questa umanità lesa e deturpata, della quale è comunque chiamata a farne parte


scritto da: morton0   di: SCHERZO O FOLLIA?


Questo post è stato pubblicato su Blog Penna Calamaio il 9 Settembre 2007 . Blog Penna Calamaio è un blog collettivo, un progetto di aggregazione aperto ai blogger di tutte le piattaforme. Vogliamo aprire le porte dei blog, vogliamo creare un luogo di incontro dove dibattere di svariati argomenti, dall'attualità alla poesia, dalla politica ai sentimenti, dalla cronaca all'umorismo. Puoi inserire qui i tuoi commenti a questo post e puoi visionare i commenti inseriti sul blog dell'autore e sul blog collettivo nella piattaforma di Digiland. Partecipa anche Tu al nostro progetto di scambio e collaborazione tra i blogger di differenti piattaforme! Visita il blog di origine, visita Blog Penna Calamaio inserisciti nella nostra piazzetta virtuale, invia i permalink dei tuoi post a redazione_blog@libero.it e fai domanda di iscrizione a membro del blog collettivo. Tutti i post accettati ai fini della pubblicazione, saranno gradualmente inseriti su Digiland, su Blogspot e su Splinder. Ogni autore, per ogni post pubblicato su Blog Penna Calamaio, riceverà dunque tre link al proprio blog, potrà aumentare la propria visibilità ed instaurare rapporti di conoscenza e di scambio con i blogger di tre piattaforme. Vieni anche Tu! Ti aspettiamo.

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martedì 27 marzo 2007

Adesso fammi vedere chi sei...

Sei entrato in questo blog e ti appresti a leggere.Ricordi l'immagine della blogosfera pubblicata sull'inserto del Corriere? Siamo noi quel firmamento di stelle. Siamo i blogger, tantissimi, uniti l'uno all'altro attraverso i link.Io ho un sogno, da sempre, ancor più da quando ho creato questo blog; ho il sogno che le nostre dita sulla tastiera possano servire a qualcosa, ho il sogno di perseguire uniti, intenti di civiltà che prescindano dalle bandiere. Ieri qualcuno mi ha fatto i complimenti per il blog e per come lo sto facendo crescere.Mi ha scritto: "sembra solo un gioco ma alimenta la fiducia nella gentilezza degli sconosciuti e la speranza che fare insieme torni ad essere bello anche in altri campi"
Io adesso voglio sapere che sei incazzato o incazzata. Proprio tu che leggi.
Si hai letto bene, sto trascendendo nel turpiloquio.
Tu sei nella tua casa o nel tuo posto di lavoro, come me, accanto ai tuoi cari, alla tua famiglia ai tuoi colleghi. Sei libero al mattino di guardare il sole. E mentre noi siamo liberi davanti al pc, c'è un uomo solo e dimenticato, sottratto alla sua famiglia, alla sua vita, alle sue speranze ed ai suoi sogni. Si chiama Titti Pinna, uno come tanti, rapito e dimenticato, perchè il suo sequestro è caduto nell'oblio, il suo sequestro non fa scalpore e non provoca ricadute come il più noto "Caso Mastrogiacomo", il suo sequestro non fa vendere copie dei giornali.
Allora adesso voglio vedere chi sei. Voglio vedere se davvero sei un blogger...uno di quelli che hanno un immenso potere tra le mani e lo utilizzano per le cose giuste.Leggi il post N° 125, appendi anche tu un lenzuolo virtuale sul tuo blog, unisciti alla catena ed alimentala. Segui e sostieni le altre iniziative che saranno prese per liberare quest'uomo. Dobbiamo riportare il caso all'attenzione dei media, dobbiamo essere più forti del silenzio.
Possiamo farlo!!! sappiamo farlo!!!
In America i blogger sono stati capaci di costringere alle dimissioni il senatore Trent Lott, reo di essersi lasciato andare a dichiarazioni razziste. Siamo da meno dei blogger americani noi?Magari tu che stai leggendo sei un precario, una vittima del lavoro nero, un giovane che si sta ammazzando sui libri per poi entrare nel "magico mondo dei disoccupati", una casalinga, un pensionato, un impiegato che stenta tutti i giorni per arrivare a fine mese. Loro invece, i privilegiati, sono lì su uno yacht ancorato tra i faraglioni, a tirare di coca e a sollazzarsi nei loro vizi, dimentichi dei problemi del paese, dimentichi di noi cittadini.C'è un cittadino solo e dimenticato da tutti, privato della sua libertà, uno come noi, uno come tanti... e non se lo fila nessuno.
Io voglio che ti incazzi!
Adesso devi farmi vedere chi sei!
Adesso voglio vedere se davvero sei un blogger!
Questo post è stato scritto da HO.PERSO.LA.DENTIERA su Blog Penna Calamaio, in data 26 Marzo 2006.
Tanti blogger di libero si stanno mobilitando per questa vicenda.
Appendi anche tu il tuo lenzuolo virtuale, diffondi questa vicenda sulle altre piattaforme di blogging.

Lenzuolo virtuale per Titti Pinna


VORREI CHE QUESTA INIZIATIVA VOLASSE QUI NEI NS BLOG!
MEGLIO IN MANO AI TALEBANI? SOLO COSI' LO STATO INTERVIENE?
O ESISTONO CITTADINI DI SERIE B?
TRATTO DAL BLOG http://quisardegna.blog.dada.net/permalink/305479.html
E' scomparso la sera del 19 settembre con oggi sono
6 mesi e...non è ancora tornato a casa.
Questa è l'unica cosa certa dell'ennesimo sequestro di persona avvenuto
in Sardegna, anno 2006 d.C., quando tutti credevamo
ormai che la "barbara pratica" fosse ormai parte del passato.
E invece no. In molti hanno cercato di spiegare e capire che "tipo"
di sequestro fosse, come se esistesse davvero una possibile catalogazione: lampo, duraturo o misto.
Chi lo sa. Resta il fatto che una persona è sparita e che non c'è
nessuna giustificazione ad un simile gesto. In pochi hanno mostrato sdegno e condannato in maniera forte e decisa il sequestro di persona. L'ennesimo.
In pochi seguono la vicenda dell'allevatore di Bonorva. Pochi servizi alla Tv
e poche lenzuola alle finestre.
Noi crediamo che Internet sia meglio della Tv e che sia una
fantastica finestra sul mondo.
Per questo da sardi e da uomini appendiamo un lenzuolo virtuale
alla nostra finestra sul mondo.
tratto da blog di CapJaneway per partecipare alle iniziative promosse dal comitato spontaneo in favore di Titti Pinna scrivete a neverlike@libero.it e visitate il blog http://blog.libero.it/tittilibero


Questo post è stato pubblicato su Blog Penna Calamaio in data 26 Marzo 2007
Tanti blogger di libero si stanno mobilitando per questa vicenda. Portatela sulle altre piattaforme e contribuite ad alimentare la catena di solidarietà.

Sesso all'italiana...


In questo paese il rapporto che le donne e gli uomini hanno con il sesso è ancora secondo me fermo a qualche secolo fa.
Da una parte c'è una decisa eccessiva mercificazione del sesso, dall'altra c'è ancora una donna che viene mantenuta ben lontana da un sano e reale rapporto con il proprio corpo e il sesso.
Insomma per farla in breve sia tra le donne che tra gli uomini l'idea che una donna che viva il sesso in maniera libera sia una donna facile che va bene come amante ma non come moglie/fidanzata (meno che mai come figlia) è ancora talmente diffusa da mettere i brividi addosso.....e i brividi mi vengono soprattutto quando questi discorsi li sento fare alle donne.
Ad esempio l'argomento eiaculazione femminile è argomento pressocchè sconosciuto tra gli uomini (che anche se lo conoscono lo vedono al massimo legato alla pornografia) che alle donne (che se e quando lo vivono finiscono per rimanerne scioccate come se fosse una malattia).
vedi la testimonianza di questa lettera inviata ad un esperto.
Il bello però è vedere come in altre culture, che erroneamente si considerano arretrate rispetto alle nostre, le donne abbiano un rapporto decisamente più naturale con il loro corpo e il sesso rispetto a quanto ce l'abbiamo noi.
I Batoro dell'Uganda considerano una donna adulta e pronta per il matrimonio solo quando riesce, masturbandosi, a eiaculare bagnando un muro. Le donne anziane insegnano alle giovani come fare "Kachapati" che in lingua batoro vuol dire proprio "spruzza il muro".
Gli abitanti di alcune isole dell'Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l'importanza dei muscoli pelvici e l'esistenza del punto G ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula. Essi hanno un raffinatissimo linguaggio sessuale ma chiamano l'eiaculazione femminile e maschile con la stessa parola: "momona". La cosa divertente è che questo comportamento sessuale è stato registrato dagli antropologi occidentali che però, schiavi della loro ignoranza e incapaci di imparare qualche cosa dai selvaggi, non ci hanno capito niente. Così sui testi di antropologia trovate ancor oggi riferito lo strano costume delle Trobriand dove le donne fanno pipì addosso ai maschi in segno di contentezza.
Per non parlare di qualcuno molto più vicino a noi...ovvero l'Europa del nord dove nelle scuole elementari....ribadisco....nelle scuole elementari...viene insegnato alle bambine come esercitare i loro muscoli pelvici che servono sia ad evitare l'incontinenza senile sia ad avere una sana sessualità da adulte.
In Italia si preferisce vendere pannoloni.....siamo uno dei pochi paesi dove esiste l'incontinenza senile nelle donne e dove se una donna parla di eiaculazione durante un orgasmo al proprio ginecologo rischia di sentirsi dire che è un problema di vescica lenta.
Peccato che sia matematicamente impossibile urinare durante un orgasmo .scritto da : liena67 su: Mondo alla Rovescia


Questo post è stato pubblicato su Blog Penna Calamaio l' 6 Marzo 2007 . Blog Penna Calamaio è un blog collettivo, un progetto di aggregazione aperto ai blogger di tutte le piattaforme. Vogliamo aprire le porte dei blog, vogliamo creare un luogo di incontro dove dibattere di svariati argomenti, dall'attualità alla poesia, dalla politica ai sentimenti, dalla cronaca all'umorismo. Puoi inserire qui i tuoi commenti a questo post e puoi visionare i commenti inseriti sul blog dell'autore e sul blog collettivo nella piattaforma di Digiland. Partecipa anche Tu al nostro progetto di scambio e collaborazione tra i blogger di differenti piattaforme! Visita il blog di origine, visita Blog Penna Calamaio inserisciti nella nostra piazzetta virtuale, invia i permalink dei tuoi post a redazione_blog@libero.it e fai domanda di iscrizione a membro del blog collettivo. Tutti i post accettati ai fini della pubblicazione, saranno gradualmente inseriti su Digiland, su Blogspot e su Splinder. Ogni autore, per ogni post pubblicato su Blog Penna Calamaio, riceverà dunque tre link al proprio blog, potrà aumentare la propria visibilità ed instaurare rapporti di conoscenza e di scambio con i blogger di tre piattaforme. Vieni anche Tu! Ti aspettiamo.

Vento e cioccoloata


– La avverto... se fa amicizia con noi si inimicherà gli altri. –– Me lo promette? –
[dal film Chocolat]
Una folata di vento mi porta dentro la storia di una giovane donna vestita con abiti sgargianti e della sua bimba allegra e curiosa. Vianne, è il suo nome; ribelle, la sua indole. Delicatamente spregiudicata e libera da ogni regola imposta, è venuta a sedurre gli abitanti di un austero villaggio francese con le delizie della sua chocolaterie.
Vianne indovina gusti e desideri delle persone poi, con garbo e molta dolcezza le riaccompagna sul sentiero che hanno smarrito, risvegliando le emozioni dei cittadini e degli spettatori.
Praline, torte, biscotti, aromi inebrianti e colori accesi: simboli di allegria e vitalità che diventano vetrina scintillante e richiamo al più semplice e al più innocente dei piaceri. La chocolaterie è un momento per star bene insieme, davanti ad una tazza di cioccolata fumante, per ricordare che c’è sempre rimedio alla solitudine e spazio per una pausa, anche solo di pochi minuti, lontano dalla sofferenza e dalla tristezza.
Però, aprire un negozio del genere in tempo di quaresima è, secondo il Conte di Reynaud, un grave affronto al codice morale. Alla lunga, egli è convito, la cioccolata causerà la rovina del suo paese, pertanto, decide di intraprendere una vera e propria crociata contro Vianne per allontanare il pericolo che mette a repentaglio la tranquillità dei suoi compaesani.
Dopo Amélie, questa è la favola cinematografica che amo di più.La Binoche è splendida. Magica e sensuale, si muove su paesaggi da cartolina, tra musiche gitane e deliziosi, inebrianti profumi di spezie e cacao.
Se la cioccolata è la vera protagonista di questa vicenda, a muovere di nascosto le fila e a preordinare l’esito degli eventi, è sicuramente il rivoluzionario Vento del Nord. Deus ex machina drappeggiato con il mantello rosso della passione, esso viene a soffiare via la tranquillité: quell’immobilità tipica dell’essere umano che non ama i cambiamenti improvvisi, che potrebbero mettere in dubbio gli assunti di tutta una vita.
Vento che destabilizza ruoli prestabiliti, che sveste la maschera e lotta contro il pregiudizio, il rancore e la tristezza. Vento d’amare, che soffia forte e determinato il suo anelito di libertà.
Basta un assaggio.
Istanti disattesi e sospesi mi chiamano nei nostri luoghi,accoccolata nel centro perfetto di un’intesa fatta di sguardi dove cose e odori si scambiano una complicità silenziosacostruita su accenti circonflessi e profumo di vaniglia.Resto. Finché il vento non gira
scritto da: E.v.a._K.a.n.t su: Paradossiamo


Questo post è stato pubblicato su Blog Penna Calamaio in data 25 Febbraio 2007. Puoi inserire qui i tuoi commenti e visitare Blog Penna Calamaio su Digiland, per leggere i commenti sul blog di origine e sul blog dell'autore, puoi partecipare anche Tu al nostro progetto di aggregazione , inviando i permalink dei tuoi post a redazione_blog@libero.it o facendo domanda di iscrizione a membro del blog collettivo. Tutti i post accettati ai fini della pubblicazione, saranno gradualmente inseriti su tre piattaforme di blogging.

Malattia mentale


disturbi mentali sono malattie vere e proprie come il cancro o le malattie cardiovascolari: disturbi dell'umore (depressione e altri), schizofrenia e altri disturbi psicotici, disturbi d'ansia, attacchi di panico e disturbi di personalità, gravi disturbi del comportamento alimentare (compresa l'anoressia mentale, che solo raramente si sviluppa in seguito a una dieta. Non è un capriccio indotto dalla moda, è una malattia grave e spesso mortale! La forma del disturbo può esser condizionata dal contesto sociale, certo, come aumentano in certi contesti le possibilità di abusi , traumi sessuali e violenze che spesso la scatenano, ma non ci si ammala fino a rischiare la morte per una taglia 38).
Queste malattie hanno in comune il fatto che le persone che ne soffrono non riescono sempre a controllare bene i loro pensieri, a volte possono soffrire di allucinazioni visive, uditive o idee deliranti: in questi momenti diventano "psicotici". Alcune persone sembrano inespressive e non mostrano alcuna emozione. Altri sembrano avere invece il pieno controllo delle loro capacità come se non fossero malati. Le patologie mentali non vanno confuse con il ritardo mentale, che è determinato da una diminuzione della capacità intellettiva manifestata fin dalla nascita per cause fisiche. I malati mentali sono provvisti di una normale intelligenza e spesso non sviluppano alcun sintomo se non verso l'adolescenza e la prima età adulta.
La malattia va e viene; alcune persone si ammalano in modo episodico, altri quasi perennemente. Altri soffrono a causa di una sola grave crisi ed alcuni di più episodi nel corso degli anni; altri ancora restano ammalati per tutta la loro vita.
Ma è una MALATTIA.
Mi fanno male letture come questa:
Dal sito del Collettivo antipsichiatrico, ottobre 2004
"A Firenze è nato il gruppo Violetta Van Gogh, un nome come un altro per vedersi e scambiare idee su come combattere l'impostura psichiatrica. Di fronte alla pretesa scientificità della psichiatria noi denunciamo l'arbitrarietà e la barbarie di strumenti come il trattamento sanitario obbligatorio (il T.S.O. è un sequestro di persona legalizzato che impone a chi lo subisce un bombardamento di farmaci deleteri per il fisico e per la psiche, in non pochi casi somministrati a persone legate al letto di contenzione) l'elettroshock e le puerili forme di rieducazione (nei centri di recupero) offensive della dignità della persona. Per non parlare del marchio infame e degradante che viene incollato addosso per sempre a chi subisce trattamenti psichiatrici . Vogliamo denunciare inoltre le responsabilità politiche che mantengono questo stato di cose per assecondare gli interessi delle multinazionali della terapia (industrie farmaceutiche, manualistica, università, scuole terapeutiche di vario tipo). L'industria dei rimedi contro la cosiddetta malattia mentale è tra le più fiorenti in Italia e nel mondo, ogni anno vengono messe in commercio gocce per dormire, pasticche per non piangere, pillole per sentirsi su: solo per il Tavor i medici italiani firmano ogni anno 17 milioni di ricette, l'elettroshock torna in auge e nelle nostre città non passa giorno senza che il sindaco non autorizzi un T.S.O"
La repressione al posto della cura è un orrore che non potrò mai accettare, ma non sopporto chi sostiene che le malattie mentali sono un'invenzione delle multinazionali del farmaco o che gli psichiatri sono i sergenti di un sistema che ci vorrebbe tutti omologati. Come in tutti i settori, ci sono semplici "impiegati", veri e propri "eroi" e bravi medici, persone che cercano di fare il meglio per dare cura e aiuto. E incapaci, criminali, cialtroni. Come in tutti i settori e gli ambiti della vita e del lavoro.
L'antipsichiatria vista da uno psichiatra vero:
"Da molti lustri il dott. Franco Basaglia è passato a miglior vita, ma non per questo la schiera dei suoi amici è assottigliata, anzi. Ciascuno, anche coloro i quali per evidenti ragioni anagrafiche erano poppanti all'epoca di Basaglia, dichiara di aver scorto in costui la luce, di averci parlato insieme, di aver bevuto con lui un buon bicchiere di Tocai (alcuni qualcuno di troppo), di aver giocato a bocce con Franco, di avergli lavato l'auto; altri gli ha insegnato lo sloveno, chi gli ha consigliato la vera ricetta per il gulasch e chi se ne sente a pieno titolo l'erede testamentario per avergli fatto una volta il pedicure.
Basaglia, insomma, è diventato il marchio della psichiatria italiana, il logo sul quale si fondano le personali nefandezze dei posteri tutti impegnati a sostenere una ideologia vecchia e scialba e velleitaria che di basagliano in senso stretto ha ben poco, nel senso che non parte dai fatti, ma da un'astrusa concezione teorica, demagogica e populista che continua a creare danni nella vita quotidiana dei pazienti, delle loro famiglie e degli psichiatri. Basaglia stesso ne "l'istituzione negata" scriveva: "stiamo distruggendo una realtà repressiva (quella delle strutture psichiatriche) ma nessuno può dire quale sarà il passo successivo".
Oggi come oggi possiamo senz'altro affermare che "il passo successivo" è stato un passo falso, meglio dunque rimettersi in carreggiata.
Molti di questi signori, invece, sulla pelle del povero Franco si sono costruiti la loro confortevole magione ed i pazienti psichiatrici non li vedono neanche a cento metri di distanza, è un problema che non li tocca, il loro problema è mantenere tutto fermo, agitando gli animi dei poveracci che credono agli ideali. Del resto è logico, se andassi in giro sbraitando che voglio salvare il mio fratello dalla follia, che gli voglio dare casa, lavoro e felicità e che gli altri sono cattivi perché lo trattano male, la famiglia, la società e gli psichiatri, anche io mi metterei automaticamente dalla parte dei "buoni".
Buoni, ma meschini, perché è facile affermare le grandi verità di amore giustizia e libertà, quando poi ci sono gli altri, i cattivi, i quali sono tali solo perchè hanno il vezzo di porre la domandina: si, ma come? Chi dovrebbe e quando?
I pazienti non devono essere abbandonati. Sì, ma come? Chi dovrebbe e quando?
Bisogna dare loro vitto, alloggio, lavoro e famiglia e sesso. Sì, ma come? Chi dovrebbe e quando?
Non bisogna più suicidarsi. Sì, ma come? Chi dovrebbe e quando?
Non bisogna ricoverare i pazienti nelle cliniche private. Sì, ma come? Chi dovrebbe e quando?
Il paziente bisogna amarlo, curarlo e proteggerlo. Sì, ma come? Chi dovrebbe e quando?
Bisogna che i pazienti vengano seguiti al domicilio. Sì, ma come? Chi dovrebbe e quando?
«Verum ipsum factum» come diceva Giambattista Vico, vale a dire, norma del vero è l'averlo fatto. Nel caso della psichiatria, per rimanere in ambito vichiano è valido il concetto dell'eterogenesi dei fini: si parte con delle idee, dei presupposti e nei fatti si realizza qualcosa di completamente diverso perché come diceva il filosofo: "La storia, dunque, non matura contro o nonostante l'uomo, ma è il luogo nel quale bisogni reconditi, iscritti nella sua natura, emergono e si impongono al suo spirito che così si dilata e si affina".
I nostri Basaglia's friends invece, non si affinano e partono lancia in resta pensando che la malattia mentale si modifichi perché lo dicono loro, insomma, molte prospettive e poco di concreto. Ma quello che colpisce è la loro impermeabilità davanti ai fatti, come non si lascino toccare minimamente dallo sfacelo in atto e come pur di non mettere in discussione la loro convinzione diventino animosi, ostili ed astiosi.
Noi crediamo invece ad una psichiatria fondata sui bisogni degli esseri umani, ad una psichiatria il più lontana possibile da beghe politiche , di partito, di sindacato.
Noi crediamo che la psichiatria debba nascere dalle esigenze delle persone (pazienti, familiari, medici), esigenze che possono essere dissimili, difformi e non omologabili. The Basaglia's friends hanno troppi conti in sospeso: per conservare il loro potere devono accontentare sindacati e partiti, devono costituire e sostenere cooperative di poveri disgraziati che per avere un lavoretto devono sottostare ai loro dictat.
Devono fare insomma come quelli del giochino delle tre carte, si mettono insieme con un gruppo di compari e fingono di partecipare ad un passatempo degno di attenzione per attirare i polli di turno, polli che vengono regolarmente spennati, infilzati e fatti al forno.
Uno psichiatra collaboratore, 26 gennaio 2006"
scritto da : cateviola su nuvolaviola
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Esperimenti perversi


TORNIAMO A PARLARE DI VIVISEZIONE

Una società californiana, la BIO TIME di Berkeley, si propone di introdurre nel corpo umano un prodotto simile al sangue, capace di mantenere un corpo in sospensione vitale per 2 ore.
Il traguardo è stato raggiunto nei giorni scorsi sui cani, i cui corpi sono stati portati a temperature prossime al congelamento generandogli una morte clinica assoluta, senza pulsazioni, respirazione, assenza di alcuna attività cerebrale, e senza che in seguito all'esperienza gli animali mostrassero alterazioni fisiche e/o psicologiche. In pratica è stato sostituito il sangue con un prodotto denominato HetaCool durante la sospensione della "vita", evitando il deterioramento biologico di tutti gli organi "vitali".
La scoperta, che si spera possa applicarsi agli uomini entro 6 anni, sarà di enorme aiuto nella chirurgia cardiovascolare e ipotermica, così come rende più vicino il sogno della criogenizzazione e dei viaggi interstellari.

HetaCool sostituisce il sangue dell'animale nel sistema circolatorio ed evita pure l'ostruzione dei vasi sanguigni che si genera quando il sangue si raffredda a basse temperature. In seguito, HetaCool viene nuovamente sostituito col sangue normale e il corpo viene riscaldato e rianimato. Per risolvere problemi acuti, senza dubbio, la chirurgia ha tutt'ora forti limitazioni nel raggiungere una temperatura corporea sufficientemente bassa per minimizzare i danni, così come disporre del tempo necessario per un intervento chirurgico prolungato.
Ciò che HetaCool offre ai chirurghi è un prodotto che può ridurre la temperatura di un corpo a quella prossima al congelamento senza causare danni, come pure il prolungamento del tempo che un organismo sopporta sospendendo l'attività cardiocircolatoria.

Dal comunicato della BIO TIME si ricava che "l'obiettivo di questo studio è di sviluppare un protocollo per verificare il rimontaggio totale dell'anima": rimane solo da domandarsi se il "rimontaggio dell'anima" servirà, per esempio, per separare ed assicurare la vita a due gemellini siamesi oppure per curare velocemente le ferite di un soldato e rispedirlo in guerra ad uccidere coloro che non potranno permettersi questo artificio?

scritto da Balto su http://balto.splinder.com
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